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Rievocazione tra tradizione e novità

16 Giu, 2016 / 0

Il 3 e 4 settembre ritorna uno dei grandi classici del motociclismo internazionale

Tradizione e novità si coniugano nella quinta edizione della rievocazione del Gran Premio Sanremo circuito di Ospedaletti in programma il 3 e 4 settembre e riservato a moto sportive e da competizione costruite entro il 1972. La tradizione è quella legata ad un circuito che nel secondo dopo guerra ha fatto di Ospedaletti un polo motoristico di risonanza internazionale. La storia inizia nel 1947, quando le auto, e a una settimana di distanza le moto, aprono la serie dei Gran Premi. Quella delle vetture è breve e si conclude nel 1951. In ambito motociclistico, invece, prosegue sino al 1972, diventando uno degli appuntamenti più ambiti sul palcoscenico agonistico continentale.

L’albo d’oro del Circuito di Ospedaletti appartiene alla storia delle competizioni motoristiche; con la rievocazione il Comitato organizzatore ne vuol far rivivere le emozioni e il fascino, guardando comunque avanti. Una delle novità di questa edizione è rappresentata dall’introduzione della batteria ”open” riservata alle moto da competizione costruite dopo il 1972, preventivamente selezionate dall’apposita commissione tecnica. È una opportunità introdotta per consentire di avere al via anche piloti e moto del periodo successivo rispetto a quello in cui si è disputato il Circuito vero e proprio, ma per questo non meno importanti e significative.

Nelle batterie ”classiche” sfila la storia della moto, con i modelli costruiti dalle origini o, comunque, ormai vicini a celebrare il loro primo secolo di vita, sino a quelli che, scooter compresi, nel secondo dopo guerra sono stati impiegati nelle varie edizioni del Circuito. È uno spettacolo tecnico da non perdere, paragonabile solo a quello del ”Lap of Honor” del Tourist Trophy all’Isola di Man, con le moto che ritornano sullo stesso tracciato stradale dove sono state impiegate in passato. Nella ”open”, invece, c’è spazio per i modelli più recenti, che hanno caratterizzato i successivi periodi agonistici. È una scelta che consente di seguire l’evoluzione tecnica, che è alla base del mondo delle corse, e allo stesso tempo permette a molti piloti del periodo successivo a quello in cui si è disputato il circuito di partecipare alla rievocazione in sella alle stesse moto con cui si sono affermati. In pratica la ”open” rappresenta una sorta di batteria dei campioni ”bis”, indispensabile se si vuol vedere Freddie Spencer in sella ad una delle Honda con cui ha conquistato negli anni 80 i suoi tre titoli iridati, e lo stesso vale per Carlos Lavado con una delle Yamaha dei due titoli iridati, oppure per Manuel Poggiali, che pur non usando la Gilera e l’Aprilia dei Mondiali 125 e 250, è della partita con la Ducati abitualmente usata per i corsi di guida. E lo stesso si può dire per il campione della Superstock e dell’AMA Leandro ”Tati” Mercado o per gli iridati della Supersport Paolo Casoli e Andrew Pitt, solo per ricordare alcuni degli ex delle ultime generazioni agonistiche.

Molti di loro, ad eccezione di Poggiali, sono ”all’esordio” sul Circuito, ma anche tra quelli della ”vecchia” guardia, almeno agonisticamente, che hanno corso il vero Gran Premio, non mancano i debutti eccellenti, con il sei volte campione del mondo Jim Redman che ritorna a Ospedaletti dopo 53 anni dall’ultima gara disputata.

Sono 6 i titoli iridati vinti in totale da Eugenio Lazzarini e Pier Paolo Bianchi, con tre allori ciascuno, che sul Circuito vantano esperienze giovanili prima di salire sull’Olimpo delle piccole cilindrate.

L’elenco dei campioni è ben più lungo di questi pochi nomi ricordati, così come ci sono molte altre novità riservate ai partecipanti, che sono gli autentici protagonisti della Rievocazione e, soprattutto, per gli appassionati che non vorranno perdere questo grande spettacolo completamente gratuito.

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Paolo Conti 

 

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