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Leandro MERCADO parteciperà alla Rievocazione

25 Lug, 2016 /

Dopo essersi fatto notare nel campionato argentino, inizia a correre negli Stati Uniti a 16 anni, classificandosi subito al terzo posto nella Red Bull US Rookies Cup.

L’anno successivo partecipa alla Daytona SportBike e vince la SuperSport.

A 18 anni si iscrive sia al Campionato Italiano Velocità (Stock 600) sia al Campionato Europeo (wild card), ottenendo il settimo posto finale nel primo ed un quinto posto a Misano nel secondo.

Nel 2011 corre sia nella Superstock 1000 FIM Cup che nella Stock 1000 del CIV; nel mondiale ottiene una quinta posizione a Silverstone e nell’italiano finisce sesto, con due podi al Mugello.

Nel 2012 partecipa al mondiale Superbike, totalizzando 9 punti; l’anno successivo passa alla Superstock 1000 FIM Cup e si classifica al quarto posto, con una vittoria e quattro podi.

Nel 2014 vince la Coppa del Mondo Superstock 1000 in sella a Ducati 1199 Panigale R.

Nel 2015 passa al campionato Mondiale Superbike e disputa un’ottima stagione, spuntando l’ottavo posto.

Corre nella Superstock 1000 FIM Cup, con il team Aruba.it Racing- Ducati.

Ha risposto alle nostre domande prima di partire per la Germania, in un italiano perfetto, solo arricchito da un bellissimo accento argentino.

Ho visto sui social che, anche tu, nonostante l’età, puoi sfoggiare delle foto d’epoca, in sella ad una moto a scoppio per bambini. Chi te l’ha comprata e quanti anni avevi quando sei salito per la prima volta su una moto?

Mio papà, insieme ad un amico, ha costruito con le sue mani una moto con le rotelle. Avevamo un giardino abbastanza grande, ove mio padre ha organizzato una pista. Giravo in quella pista, con quella moto, all’età di 3 anni. Mio padre ha fatto delle gare amatoriali e mi ha passato la passione per la moto.

A me aveva comprato una moto per bambino, ma non sono diventato campione americano AMA Superstock, né campione mondiale Superstock 1000, né miglior privato nel mondiale Superbike, né pilota ufficiale Ducati Aruba nel mondiale Superstock. Quale successo ti ha emozionato di più sinora e quale velocità massima hai raggiunto in moto?

Sono state tante emozioni, in tempi diversi. Dopo l’America il mio sogno era correre in Europa. Il coronamento di questo sogno è forse stata l’emozione più grande. Ricordo ancora quanto batteva forte il cuore per l’ottavo posto nel mondiale Superbike. Il successo non è frutto del caso, bensì della preparazione e, in qualche misura, senti che si avvicina quando migliori ed inizi gradualmente a vincere. La velocità massima raggiunta penso sia 320/325 Km/h in Superbike, credo in Qatar.

Parteciperai ad Ospedaletti, nella batteria-novità di quest’anno: la Open, insieme a Marchetti, De Matteis, Poggiali, Spencer e tanti altri campioni di tempi più recenti. Conosci il circuito? Con che moto ti vedremo?

Verrò con una Ducati Panigale. Non conosco il circuito e neppure sono mai stato ad Ospedaletti. Però me ne hanno parlato e non vedo l’ora di venirci, per rivedere i miei amici ed anche per conoscere un bel po’ di storia del motociclismo. E’ la mia prima volta ad una Rievocazione e so che Ospedaletti è importante. Vorrei stringere la mano ai piloti dell’epoca e, se possibile, ascoltare qualche loro storia. Mi parleranno certamente di un motociclismo diverso da quello che conosco, un motociclismo che mi affascina molto.

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