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MAGNI parteciperà alla Rievocazione

30 Ago, 2016 / 0

Da sempre Giovanni MAGNI segue le orme del padre, il compianto Arturo, classe 1925, capo meccanico Gilera che il conte Domenico Agusta volle alla MV per vincere subito il mondiale.

Mai scelta fu tanto azzeccata, giacché Arturo contribuì fattivamente alla vittoria di una quantità impressionante di titoli iridati, precisamente 75, di cui 37 di marca e 38 piloti (Agostini, Ubbiali, Surtees, Hailwood, Read, Provini e Sandford).

Dopo il ritiro dalle competizioni della MV Agusta Arturo impiantò la ditta MAGNI a Samarate, ove si dedicò al restauro di prestigiose moto d’epoca ed alla realizzazione di moto speciali, apprezzate in tutto il mondo.

Iniziò con la trasformazione delle quattro cilindri 750 cc MV Agusta con la modifica da cardano a catena, la maggiorazione della cilindrata a 861cc ed il rifacimento completo della ciclistica, per proseguire con la produzione di motociclette su basi Honda 900 4 cilindri, boxer BMW, bicilindrici Guzzi, quattro cilindri Suzuki, sino ai nuovi propulsori MV Agusta.

Giovanni prosegue l’attività del padre e, come sentiremo dalle sue stesse parole, ha dato recentemente alla luce una nuova creatura, sul filo della tradizione.

Lo stand MAGNI, con le sue meravigliose moto, è un’altra novità della quinta edizione della Rievocazione.

Riportiamo la versione integrale dell’intervista a Giovanni MAGNI, che spazia da alcune considerazioni generali ad aspetti più personali.

Ciao Giovanni!

ne è passato di tempo dal nostro incontro a Samarate, per la preparazione della mia Guzzi V11 gialla, presenti mio padre ed il tuo

Ho uno stupendo ricordo dei loro discorsi intorno ai fasti della MV Agusta.

Da allora sono successe tante cose, non tutte positive purtroppo..

Ben ritrovato Marco!

Mio padre diceva sempre: “mi ritengo un uomo molto fortunato, dopo aver passato oltre un quarto di secolo a lavorare sulle motociclette più esclusive e titolate al mondo, ho avuto la possibilità di realizzare delle motociclette con il mio nome. Il restauro delle vecchie MV mi tiene legato al passato, la realizzazione dei nuovi modelli e’ il legame del passato con il futuro. Molti clienti diventano buoni amici e questo mi fa sentire attorniato da una grande famiglia che cresce ogni volta che viene realizzato un nuovo modello”.

Tu hai avuto l’occasione di verificare di persona, visto che sei arrivato da noi in officina come cliente e ne sei uscito come amico.

Durante la tua visita insieme a tuo papà hanno discusso di tanti aneddoti del periodo delle corse, dei piloti, hai potuto sentire la passione che c’era dentro di lui e che ha continuato a coltivare anche dopo la chiusura del Reparto Corse

La stessa passione che ha poi saputo trasmettere a me e mio fratello e che adesso portiamo avanti i suoi insegnamenti nella realizzazione delle nostre moto

Vuoi parlarci del filo che lega Magni alla MV Agusta?

Come ben sai, mio papà Arturo ha iniziato la sua esperienza nel campo motociclistico nel 1947, quando l’Ing Remor, dopo aver finito la progettazione del nuovo motore 4 cilindri Gilera, chiese di venire affiancato per l’assemblaggio del nuovo motore da un giovane meccanico, totalmente inesperto nel campo motociclistico, da istruire secondo le sue direttive.

Arturo, nel tempo libero, di notte, costruiva aeromodelli con Ferruccio Gilera, figlio del commendator Gilera; Ferruccio chiese a suo padre se poteva presentarlo all’Ing Remor.

Iniziò così la sua prima esperienza in campo motociclistico, assemblando il nuovo motore Gilera 4 cilindri da competizione.

L’ing. Remor, nel 1949, passò alla MV Agusta e quando, nel 1950, fu pronto con il nuovo progetto, chiamò mio papà, chiedendogli se voleva seguirlo a Cascina Costa.

Iniziò così la carriera di Arturo alla MV Agusta e, dal 1950 fino al ritiro dalle competizioni, è sempre stato al Reparto Corse, ricoprendo vari incarichi, fino a quello di responsabile del Reparto Corse.

Nella sua carriera ha visto passare tutti i più grandi campioni, primo fra tutti Giacomo Agostini, ma anche Carlo Ubbiali, Tarquinio Provini, John Surtees, Mike Hailwood, Phil Read, Gianfranco Bonera…

Alla MV Agusta, da tecnico, ha contribuito alla vittoria di ben 75 titoli mondiali, 37 come marca e 38 come piloti.

Quali moto vedremo nel tuo stand?

Quest’anno porterò due modelli.

Uno storico, basato sul motore MV Agusta 4 cilindri stradale, personalizzato con tutti i pezzi che costruiamo per rendere la moto una replica fedele delle moto da competizione.

Il secondo modello, invece, è l’ultimo della nostra produzione, la FiloRosso.

Questo modello è costruito partendo dal motore 3 cilindri della nuova MV Agusta F3 ed abbiamo realizzato una nuova ciclistica e carrozzeria che vuole rendere ancora più stretto il legame tra il nome Magni e la MV Agusta.

Ci dici qualcosa in più della nuova FiloRosso?

La nuova Filo Rosso, nella sua veste di racing replica vintage, ma con motore all’ultimo grido, è stata pensata per confermare il legame tra Magni e MV Agusta.

Anche il nome, Filo Rosso, vuole richiamare quell’invisibile filo, lunghissimo ed indistruttibile, che appunto continua a legare la storia dei Magni a quella della Casa varesina.

Siamo partiti dal nuovo motore MV Agusta 3 cilindri da 800cc, che equipaggia le nuove F3 e Brutale, per realizzare una moto che vuole ricordare le mitiche MV Agusta 3 cilindri che hanno corso e vinto anche qui, nello storico Trofeo Motociclistico di San Remo – Ospedaletti.

Ma solo l’apparenza ricorda le storiche MV Agusta, perché la ciclistica è stata ricalcolata, nelle geometrie e materiali.

Le sospensioni hanno un aspetto old style, ma sono con dimensioni riviste e anche la parte idraulica è moderna.

I freni sono dei Brembo con dischi da 320mm e pinze a 4 pistoni.

Tutta la componentistica della moto è dimensionata per dare garanzia di poter domare la potenza del nuovo motore.

Tuo padre ti ha riferito qualche aneddoto sui tempi delle corse ad Ospedaletti?

Purtroppo non ho memoria di aneddoti specifici sulle gare di Ospedaletti. Tieni conto che ai tempi ero poco più che un ragazzino. Ricordo però un aneddoto su Phil Read. Mio padre lo considerava come uno dei piloti più propenso alle novità ed a sperimentare nuovi aggiornamenti. Il freno a disco sulle MV Agusta è arrivato grazie proprio a Phil, che aveva già provato i freni a disco in precedenza. Proprio Phil aveva portato in MV un impianto della Lockeed e aveva fatto le prime prove di questo nuovo impianto sulla MV. Quando il cronometro confermò che i freni a disco permettevano di migliorare le prestazioni, allora anche Agostini li volle provare

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