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FACCIOLI parteciperà alla rievocazione

31 Ago, 2016 / 0

La partecipazione della Faccioli Racing, specialista nell’elaborazione di motori a due tempi, apprezzata anche per i restauri, costituisce un’altra novità della V edizione della Rievocazione.

Il team è stato fondato da Bruno FACCIOLI, appassionato preparatore che, nel 1962, debuttò alla cronoscalata Trento-Bondone (con un Benelli Leoncino 125 guidato da Eugenio Pacchioni) e due anni dopo, confortato dai successi ottenuti, impiantò la sua prima sede: la “Officina preparazioni motori 2t per competizioni Faccioli Bruno” di Villafranca di Verona.

Abbiamo sentito la figlia Ilenia, che collabora con Bruno nell’attività della Faccioli Racing, che ora ha sede in S. Zeno di Mozzecane (Verona).

Ciao Ilenia,

innanzitutto ti ringrazio per avermi dato una mano a Varano, quando il mio Benelli 250 2C, dopo i turni di venerdì e sabato mattina, pareva non volerne più sapere di generare corrente alle candele. 

Il vostro intervento ha fatto si che potessi continuare a divertirmi e, visto che giravo con i colori del Circuito di Ospedaletti, ci ha anche consentito di continuare a promuovere la Rievocazione. 

In pista ci si dovrebbe sempre aiutare, ma non sempre è così; questo piccolo gesto ha dimostrato una grande gentilezza, tua e di tuo marito Carlo.

Ciao Marco,

ciò che abbiamo fatto per te a Varano è stato per noi un piacere ed il fatto che tu abbia potuto proseguire con i turni ci ha gratificato ed anche permesso di conoscere delle splendide persone appassionate di questo mondo speciale.

Ringraziamo tutto lo staff del comitato, per l’impegno e l’attenzione che ci ha riservato. 

Parliamo un po’ della carriera di tuo padre?

Da ragazzetto mio padre fu impressionato dai motori a disco rotante delle MZ e decise di applicare il disco ai Minarelli P4 e P6. 

Il suo Minarelli P4 aveva una cilindrata di 60 cc, era alimentato con un carburatore da 20 mm e sviluppava una potenza di 10 hp, con un regime di oltre 11.000 giri/min.

I conti Boselli, incuriositi, commissionarono a una trasformazione a disco per i loro motori Mondial e rimasero letteralmente basiti quando scoprirono che veniva realizzata da un ragazzo, in una piccola e umile officina. 

Anche Motociclismo ed altre riviste dell’epoca si interessarono dei “cinquantini da corsa” di Bruno FACCIOLI, così iniziò la commercializzazione del primo Kit, che si chiamava “cassetta di trasformazione”, per i motori Benelli-Motobi. 

Siamo alla fine degli anni ’60 e quel kit era composto da un gruppo termico di 60cc, una curva scarico, un collettore aspirazione maggiorato e la minuteria per il montaggio. 

Successivamente mio padre realizzò anche le trasformazioni per l’Itom, il Guzzi Dingo, il Garelli a 4 marce, i Franco Morini ed i Minarelli. 

Nel 1970 Bruno trasferì la sede a Rosegaferro, un paesino a pochi km da Villafranca di Verona, poiché le aumentate richieste richiedevano uno spazio maggiore.

Mio padre voleva migliorare e ci riuscì, pur restando la persona umile e socievole che è tuttora.

Nella nuova sede realizzò il mitico e più sportivo Minarelli P6, con il disco rotante lato accensione, l’accensione a spinterogeno con puntine platinate, la bobina ad alta tensione, la batteria per l’alimentazione ed un terzo travaso, ricavato in prossimità della luce di aspirazione “originale”.

In questo modo la potenza salì a 13 hp ed il regime a 14.000 giri.

Le soddisfazioni non tardarono, visto che mio padre – che va fiero del suo lungo percorso da “piccolo ingegnere” – vinse 7 campionati italiani, 1 campionato portoghese ed 1 svizzero, si posizionò al secondo e terzo posto in molte occasioni e partecipò anche a qualche gara del mondiale, nelle classi 50cc, 80cc e 125cc.

Dal 1976 il P6 a disco rotante venne incrementato con l’applicazione del cilindro Compact System, predisposto proprio per l’uso in pista e l’accensione elettronica; il tutto accuratamente lavorato ed elaborato per ottenere le massime prestazioni, i travasi aumentati utilizzando la parte occupata in precedenza dall’aspirazione, chiusa da un tappo di alluminio. 

Tra una pista e l’altra, ore al banco prova, cilindri rotti, notti in bianco a pensare a come migliorare ancora le prestazioni, Bruno opera ancora oggi sui suoi amati cinquantini e, in generale, su tutti i motori a 2 tempi.

Soprattutto mio padre non ha mai perso l’entusiasmo che lo ha portato al successo, anzi ha contagiato anche me e mio marito.

Ci racconti di un restauro recente che vi ha dato grandi soddisfazioni?

Tra pochi giorni consegneremo ad un cliente una Maserati 125 4v, il cui restauro ha richiesto molto tempo. La moto in origine era stradale; il proprietario ci ha commissionato la personalizzazione e trasformazione in moto da velocità, configurazione MI-TA, con le seguenti modifiche tecniche: modifica telaio con applicazione pedane arretrate costruite artigianalmente al tornio, applicazione forcella maggiorata, applicazione del freno anteriore a tamburo ventilato di maggior diametro, montaggio coppia cerchi Borrani record, serbatoio maggiorato. La parte motore: applicazione biella rinforzata di derivazione g.p., elaborazione al gruppo termico originale con utilizzo di un pistone monofascia, carburatore Dell’Orto SS25 e realizzo supporto vaschetta separata con regolazione del livello benzina, frizione rinforzata, accensione elettronica. Realizzazione rinvio contagiri e relativa applicazione contagiri. Marmitta espansione costruita  artigianalmente. Basamento motore completamente nuovo con sostituzione di cuscinetti, paraoli e guarnizioni. Questa moto ora sviluppa una potenza massima di 20hp ed un regime massimo di 10500 giri.

Cosa potranno vedere gli appassionati nello stand FACCIOLI?

Ad Ospedaletti porteremo, innanzitutto, dei motori trasformati a disco rotante: un Minarelli P6, un Gilera 50 ed un Benelli 125.

Porteremo anche due moto bicilindriche: un Benelli 250 ed un Benelli 125, maggiorato a 160 cc e raffreddato ad acqua.

La Benelli 250 2C Racing, tipologia di moto che conosci bene, ha frizione speciale a 6 molle, albero motore con bielle speciali, pistoni diametro 58, cilindri elaborati e trasformati a 6 travasi, teste elaborate, marmitte ad espansione artigianale con silenziatori in alluminio, carburatori da 34 mm., accensione elettronica a rotore interno, ammortizzatore di sterzo, freni a disco, ammortizzatori marzocchi regolabili a gas, rinforzi su cilindri e teste per antirotture.

Questa moto non verrà solo esposta, bensì parteciperà alla Rievocazione, nella batteria 4, con il nostro pilota Enrico Guerra, attualmente in prima posizione nel campionato italiano Vintage.

Sviluppa una potenza massima di ben 60 cavalli, con un regime massimo di 12000 giri (coppia da 6000 a 12000 giri).

Il Benelli 2C 125cc, trasformato a 160cc e raffreddato ad acqua, invece, ha cilindri nostri (diametro 48×43), albero motore originale lavorato ed equilibrato per alti regimi, bielle speciali ricavate dal pieno per alti giri, cuscinetti albero motore speciali ad alti giri, accensione elettronica digitale programmabile con due mappature, frizione rinforzata a 6 molle, carburatori da 30 mm., marmitte artigianali, silenziatori in alluminio a bassi decibel, forcella marzocchi regolabile, ammortizzatore di sterzo regolabile e pedane artigianali arretrate.

Questa moto sviluppa una potenza massima di 50 cavalli, con un regime massimo di 14500 giri (coppia da 8000 a 14500), che le consentono di superare 200 km/h.

Alla Rievocazione ci sarà anche Franco PALAGI, in batteria 2, con un Minarelli-Faccioli 60 del 1971, da noi preparato per l’occasione.

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