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Jug e Danilo sulla biposto con Marchetti

10 Ott, 2016 /

Sabato 8 ottobre 2016 il Presidente del Comitato (Raffaele Cardone) ed il Consigliere delegato alla Rievocazione (Danilo Barale) sono andati al “Paul Ricard”, invitati da Dario Marchetti sulla Ducati Panigale biposto.

La prestigiosa scuola Spencer/Garcia ha prenotato la pista e portato “al Castellet” ben 650 moto; dal canto suo il Comitato ha colto l’occasione per promuovere ancora l’immagine di Ospedaletti quale “Città dei Motori“.

Con questa pubblicazione sul sito faccio una sorpresa a Jug e Danilo, che se lo meritano e, immagino, mi chiameranno tra 3, 2, 1 secondi da ora…

Olà Danilo! Purtroppo Sabato non sono potuto venire; però ho visto alcune foto sui social. Com’è andata?

Non potevo chiedere di più: 3 giri con Dario Marchetti (su Ducati Panigale) e 2 giri con Freddie Spencer (su Ducati Monster)! Prima di partire non sapevo bene cosa mi aspettava, perciò ero teso. Alla prima curva, però, la paura si è trasformata in adrenalina e tale è rimasta per tutti i giri che ho fatto con loro. Non volevo più scendere, tanto è vero che, quando Dario mi ha riportato ai box, perché erano terminati i 3 giri, sono corso da Freddie, con casco e tuta ancora addosso, per chiedergli se mi portava anche lui. Quando provi certe sensazioni la faccia tosta viene naturale.. Quando ci siamo immessi in pista con Dario mi ha colpito, per prima cosa, il fatto che ho visto sfrecciare il cartello dei 150 metri, poi quello dei 100 metri, dalla prima curva, senza che accennasse minimamente a frenare. Ha iniziato a farlo quando ormai avevo visto passare anche il cartello dei 50 metri. Può contare sulla sua bravura e su una moto perfetta, con tanto motore, un’ottima ciclistica ed un impianto frenante superlativo. Dopo quella curva a destra – che ha segnato il mio battesimo in pista e non scorderò mai – i battiti del mio cuore si sono regolarizzati, cosicché il secondo ed il terzo giro me li sono goduti ancora di più. Quella prima curva, dopo il rettilineo da settima marcia, nel secondo e terzo giro l’abbiamo percorsa in quinta piena, quindi ad altissima velocità. Stando dietro, aggrappato al maniglione e rannicchiato sulle pedane, mi pareva di vedere una webcam, sennonché il mio sedere era poggiato sulla sella di quella moto, quindi ho capito cosa significa andare a 300 Km/h, percorrere 1/3 di curva in frenata e la restante parte in accelerazione, ad un palmo da terra, con l’avantreno che si alza. Che spettacolo! Con Freddie siamo andati su una moto più tranquilla, si fa per dire.. Ha lasciato partire prima gli altri, dopodiché siamo entrati noi. Alla terza curva era già lì a superare, sulla destra, altri due partecipanti. Alla faccia della naked con gomme stradali! Sono ultracontento e strafelice, non solo per i giri che ho fatto con due campioni, ma anche per aver avuto la riprova che, quello che frequentiamo, è un mondo sano, di belle persone, autentiche e semplici, senza puzza sotto il naso.

Ciao Jug! Cosa mi dici di Le Castellet?

Mi sono divertito da matti! Dario cammina tanto e la Panigale è spettacolare. Quando siamo entrati giravano altre moto preparate, moderne, di grossa cilindrata e con piloti esperti. Noi eravamo sulla biposto, quindi, rispetto alle monoposto, avevamo più peso e minor maneggevolezza. Non deve essere facile guidare una moto da corsa, in una pista veloce, con due persone a bordo, perché non sai mai come si comporta il passeggero, che nella fattispecie ero io. Ho cercato di assecondare Dario, con ginocchi e gomiti, di puntare il peso sulle pedane e di tenermi forte al maniglione, per non andargli troppo addosso, ma neppure cadere indietro; perciò, alla fine, mi facevano male le braccia. Con quelle frenate, e quelle accelerate, non è difficile solo guidare, ma anche star dietro come si deve, difatti, qualche volta, ho sbattuto il mio casco contro il suo. Penso che Dario si sia divertito a gareggiare con gli altri piloti (che però erano in monoposto), tanto è vero che i pochi ci hanno superato, in rettilineo, li abbiamo ripresi nel misto, sorpassandoli a destra e/o a manca. Penso che saremmo andati avanti così, perché al terzo giro non è rientrato; lo ha fatto però al quarto, perché su un cordolo ha piegato così tanto che, complice il mio peso, ha toccato con la leva del cambio, spezzandola. Accelerazione, frenata e tenuta di queste moto sono grandiose; le gomme, poi, mi hanno impressionato. Dario frena all’ultimo istante in cui la moto è dritta, dopodiché butta giù, continuando a frenare anche a moto piegata, sempre meno, sinché da tutto il gas, dopo un solo istante di rilascio. E’ stata un’esperienza fantastica.

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