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Motor Bike Expo Verona e dintorni

25 Gen, 2017 / 0

Non ci interessiamo solo di moto da corsa ante ’72, bensì, più in generale, di motori, quindi non potevamo mancare al MBE, a maggior ragione considerate tre piacevoli concomitanze: la preparazione, presso la vicina officina Faccioli, di una moto della squadretta del Comitato, la presenza di Magni tra gli espositori e la presentazione del calendario FMI.

Abbiamo già parlato delle apprezzate partecipazioni di Faccioli e Magni all’ultima edizione della rievocazione; parimenti abbiamo detto della preziosa collaborazione con FMI ed ASI.

È bello ritrovare gli amici che condividono l’amore per i motori e condividere le rispettive iniziative.

Presso la sede Faccioli abbiamo incontrato Ilenia, Carlo e, per la prima volta, anche Bruno, nel suo incedere impegnato, concentrato ed ininterrotto, da una parte all’altra dell’officina.

Pochi, in Italia, hanno la loro esperienza nella preparazione dei motori a due tempi e nella messa a punto di moto da corsa.

Al MBE, poi, abbiamo rivisto la Magni-Filorosso, special tra le special, con la gloriosa tradizione delle MV Agusta da corsa alle spalle.

Il compianto Arturo ha segnato la storia del motociclismo ed il figlio Giovanni, che proprio Domenica compiva gli anni, porta avanti il lavoro con nuove creazioni e prestigiosi restauri.

Certo, l’ambiente del MBE è diverso da quello dei circuiti, ma la passione per la tecnica e l’euforia del pubblico sono identiche.

Le “cafe racer” si ispirano al mondo delle corse del tempi che furono, fosse anche solo per i semi-manubri e l’eliminazione di tutto ciò che non è necessario; a farla da padrone, in questo caso, sono l’essenzialità e l’eleganza.

Eleganza, come sveleremo poco a poco, è anche la parola d’ordine del settantesimo dagli esordi del circuito di Ospedaletti, che celebreremo in primavera.

Un mondo a parte è quello delle “custom“, compagne scintillanti di tranquille passeggiate in compagnia, spesso con i decibel delle “nostre” amate corsaiole.

Infine le “scrambler“, che uniscono con gusto gli elementi delle altre categorie, contaminandoli: i semimanubri con le ruote tassellate, l’impostazione fuoristradistica con lo scarico racing, la carena con la sella comoda, ecc.

Il saluto dei motociclisti non cambia, non deve cambiare, a seconda del genere, perciò non importa disquisire sulla più bella moto e sui premiati.

Imporra semmai l’eggregora che ci unisce, quando ad esempio, all’esterno del salone, magari divorando un panino sotto il sole clemente del mezzogiorno veronese, osserviamo le esibizioni degli stunt-man, le corse dei ragazzi su enduro o l’impegno dei più piccoli tra nastri e birilli.

Ad amare la moto si inizia da piccoli, spesso poi ci si allontana, per i rischi e le scomodità, infine ci si riavvicina, mantenendosi nel contempo distanti da quei rischi.

Negli stand del MBE si sono unite famiglie, anche con neonati, adolescenti, in gruppo o con l’adulto-responsabile della trasmissione della sana passione, collezionisti ed esperti.

L’opera dei customizzatori e dei produttori che si interessano del settore non è mirata a produrre forza e velocità, bensì bellezza ed armonia.

Per realizzare alcune lavorazioni, quali le incisioni e le aerografie su superfici lucide o ricurve, piuttosto che certe modifiche di telai e scarichi, non occorre meno fantasia e perizia che per realizzare modifiche finalizzate a correre.

Le modelle in sella alle moto hanno richiamato l’importanza dell’armonia, che i customizzatori ricercano.

Noi abbiamo le ombrelline, che anticipano l’adrenalina che i piloti trasmettono, a loro stessi ed al pubblico, dando il gas.

Sono certo che guidare alcune delle moto esposte, tipo quelle con il cerchio anteriore di enorme diametro, le gomme tassellate, panciute o chiodate, i manubri alti o larghi, non sia più facile che raggiungere in un attimo 200 all’ora con una moto moderna e ben equilibrata.

Ciascuno doma a modo suo il cavallo sul quale ha piacere di montare; del resto le realizzazioni più spinte non sono destinate alla strada, ove vige un codice sin troppo rigido.

Infine il “colpo di grazia” di mia moglie: “Belle queste moto, gli stivali, gli anelli e l’abbigliamento! La carenatura della tua da corsa potremmo farla con queste grafiche, mentre io potrei iniziare a guidare una di queste “special” con le marce. Ne ho viste di basse e leggere, con le ruote tassellate e le borse in pelle…“.

La passione è contagiosa e genera iniziative mai troppo audaci..

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