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I nuovi amici del circuito

2 Ott, 2019 / 0

Ci eravamo prefissati l’ambizioso obiettivo di riportare nella “città dei motori” un certo numero di auto, risalenti all’epoca delle corse sul “nostro” circuito, canalizzando le forze affinché la Riviera dei fiori  – ora nota soprattutto per il clima mite – tornasse a godere anche della loro bellezza.

Il risultato non era scontato, trattandosi di lanciare una prima edizione di nicchia, peraltro concomitante con eventi del medesimo livello, ma ormai giunti ad edizioni successive: le auto nate o cresciute per le corse, specialmente quelle dell’epoca, esistono solo in numero limitato, talvolta unico.

Il primo ringraziamento, per l’obiettivo raggiunto, va alle persone che si sono prodigate, magari dietro le quinte, o senza far parte dell’organizzazione, o pur facendo parte di altre associazioni.

I veicoli che torneranno sul circuito dopo mezzo secolo, per noi, hanno un valore aggiunto; segnaliamo a tal proposito la “Barchetta 1100 Furia“, che corse ad Ospedaletti nel ’49.

Saranno presenti marchi noti – Bugatti, Maserati, Fiat, Lancia, Ferrari, Porsche, Jaguar, Lotus, Austin Healey, Peugeot, MG – affianco a marchi meno conosciuti, come Amilcar, Singer, LanciaMarino, Marladier, Salmson, Moroni, Simca, Dastle.

Negli anni ruggenti, infatti, le soluzioni tecniche ed estetiche scaturivano dal genio e dalla manualità dell’Uomo, più che da massicce iniezioni di denaro.

La Effeffe Berlinetta, già esposta a Villa d’Este e presente anche al Le Mans Classic, testimonierà che fantasia ed artigianalità non sono andate perdute, quindi è ancora lecito sperare.

Saranno infine presenti delle auto che hanno fatto la storia dell’automobilismo, come la monoposto Maserati 6CM del ’38 di Villoresi, Taruffi ed Ascari.

Infine osserveremo una sezione separata di auto d’epoca – anch’esse prestigiose, ma stradali – affinché possa essere percepito anche il clima di contorno delle competizioni automobilistiche che si svolgevano ad Ospedaletti.

A seguito di ogni iniziativa assunta, soprattutto, abbiamo ritrovato l’Uomo capace di entrare naturalmente in sintonia, in questo caso tramite un magico collante, che è anche un generatore di energia: il “nostro” circuito tra terra e mare.

Apparentemente si tratta di una strada, ma, dal dopoguerra al ’72, poi ancora dal 2008 ad oggi, un gruppo di volontari opera una trasmutazione – visibile ad occhio nudo solo in occasioni come questa, ma presente ogni giorno – che non riusciamo a spiegarci.

Marco Mazzola

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